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Alla scoperta dei musei lungo la via Emilia -Secondo giorno #SEMIexpo

Un breve racconto di quello che è stato il mio Secondo giorno del #SEMIexpo tour alla scoperta dei musei dell'Emilia-Romagna.

Come preannunciato nello scorso post, continua il racconto della mia seconda giornata del blog tour #SEMIexpo alla scoperta dei musei più particolari dell’Emilia Romagna.

Il mio tour è stato l’ultimo tassello di un interessante progetto di promozione culturale avviato in primavera dall’IBC (Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali) della Regione Emilia Romagna in occasione di EXPO2015. Il progetto – chiamato SEMI – ha creato un racconto collettivo, scandito da itinerari ed eventi, che ha visto protagonisti più di 100 musei e luoghi d’arte lungo la Via Emilia sui tema trattati da Expo – Nutrire il pianeta. Energia per la vita.

Per il secondo giorno della mia visita, i ragazzi di BAM! Strategie culturali – mi hanno accompagnato alla scoperta del Museo dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena a Spilamberto, luogo di conoscenza e promozione di uno dei prodotti enogastronomici più noti del territorio emiliano. 

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Il Museo è stato per me la porta d’ingresso nel mondo del Balsamico: attraverso le sue sale ho appreso le caratteristiche tecniche, gli oggetti legati alla produzione, nonché i profumi e i gusti di questo inimitabile prodotto. Non vi nego che dell’aceto balsamico conoscevo ben poco, ma grazie ai maestri della Consorteria che ci hanno accompagnato nella visita e nell’assaggio, ho riscoperto uno dei condimenti tradizionali della cucina emiliana che dal 2000 è anche tutelato dal marchio di denominazione di origine protetta (DOP).

Il vero Aceto balsamico tradizionale è prodotto nell’area degli antichi domini estensi. È ottenuto da mosto d’uva cotto; maturato per lenta acetificazione, derivata da naturale fermentazione e da progressiva concentrazione mediante lunghissimo invecchiamento in serie di vaselli di legni diversi, senza alcuna addizione di sostanze aromatiche. 

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Il visitatore, attraverso le sale del Museo, compie passo passo il viaggio che il mosto d’uva fa per diventare aceto balsamico, partecipando così in prima persona, alla preparazione di un piccolo mito squisitamente modenese. La nostra visita si è poi conclusa con la degustazione di un buonissimo gelato al gusto di aceto balsamico che vi consiglio vivamente di provare se andrete a Spilamberto, nel frattempo vi mostra la foto che sicuramente vi farà venire l’acquolina in bocca! 

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Essendo sul territorio, prima di andare a visitare il Museo della Figurina, non potevamo non fare un salto nel centro della Città, dove finalmente ho potuto ammirare un caposaldo della storia dell’arte italiana: il Duomo di Modena (XI-XII sec.), dal 1997 nella lista dei siti del patrimonio dell’umanità UNESCO. La cattedrale, emblema dell’arte romanica, conserva in facciata i noti rilievi di Wiligelmo, che narrano plasticamente in quattro lastre le storie tratte dal libro biblico della Genesi secondo i nuovi canoni del Romanico.

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Successivamente ci siamo diretti al Museo della Figurina, unico al mondo nel suo genere, per la qualità e la quantità di pezzi conservati. Il Museo nasce dalla appassionata opera collezionista di Giuseppe Panini, fondatore nel 1961 dell’omonima azienda, che nel 1992 donò alla città di Modena 500.000 esemplari che accanto alle figurine propriamente dette, conserva materiali affini per tecnica e funzione: piccole stampe antiche, scatole di fiammiferi, bolli chiudilettera, carta moneta, menu, calendarietti e molto altro ancora. Vedendo la ricchezza e la varietà dei materiali conservati, il nome Museo della Figurina, può infatti sembrare quasi riduttivo, trattandosi per la verità, di un museo più ampiamente dedicato alla piccola stampa, perlopiù pubblicitaria.

Personalmente sono rimasta molto colpita dall’allestimento della collezione che, strutturata su 6 armadi espositori, espone 2.500 pezzi, grazie a 8 sportelli laterali estraibili, concepiti come le pagine di un grande album da sfogliare. Ad ogni armadio corrisponde un tema specifico correlato agli altri, ma in sè completo, scandito da stampe e oggetti originali grazie al quale il visitatore può così trovare un inedito punto di vista sulla storia e il costume degli ultimi 150 anni.

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Per deformazione professionale, la mia attenzione è caduta su alcune immagini d’arte. In particolare mi fa piacere mostrarvi la serie ‘Episodi della vita di personaggi celebri’, pubblicata dalla ditta di cioccolato olandese Bensdorp. Le 4 immagini (Durer, Velazquez, Rubens e Tiziano) appartengono ad una serie molto corposa, composta da più di 80 figurine – databili tra il 1895 e il 1935 – che raffigurava in un tondo l’effigie del personaggio illustre, in un cartiglio il suo nome/firma e una scena della sua vita. Oltre ai pittori, vennero raffigurati anche compositori, filosofi, scrittori e scienziati. 

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Le altre immagini che vedete sono tratte da album tedeschi dedicati interamente alle opere d’arte e suddivisi per epoche storiche (Rinascimento, Barocco, ecc) edite dalla ditta tedesca produttrice di sigarette Cigaretten Bilderdienst di Altona Bahrenfeld. 

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Per saperne di più, ovviamente vi rimando ai siti web dei musei citati nel post, ma soprattutto vi raccomando la visita in loco. Vi garantisco che scoprirete dei luoghi ricchi di storia e cultura e troverete a guidarvi, personale museale gentile e preparato che vi garantirà un’esperienza di visita davvero unica ed impeccabile!

Davvero i musei dell’Emilia Romagna -che ho visitato grazie a #SEMIexpo– mi hanno insegnato e fatto sperimentare molto di più di quanto potessi aspettarmi! Spero davvero di continuare presto il mio viaggio di scoperta!

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