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Il Museo MAXXI vince i “The Lovie Awards”

Prisca Cupellini, Digital manager del museo MAXXI, ci illustra la strategia vincente che ha determinato la vittoria dei “The Lovie Awards"

Settimana scorsa con grande gioia ho appreso la notizia, senza esserne però sorpresa, che il MAXXI – Museo Nazionale delle arti del XXI secolo – di Roma aveva vinto il People’s Lovie e il 5th Annual Lovie Award Bronze nella categoria Arte ai The Lovie Awards!

Alcuni di voi sicuramente si staranno chiedendo, ma di cosa si tratta? 

“The Lovie Awards” è uno dei premi più ambiti a livello europeo che ha l’obiettivo di celebrare ogni anno community, agenzie, progetti e anche singole persone che si sono distinte per la loro capacità di innovare in ambito Web (Pubblicità OnlineInternet VideoMobile & AppsSiti Web Social).

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Giunto ormai alla quinta edizione, i “Lovie” devono il proprio nome ad Ada Lovelace, la prima programmatrice di computer vissuta nella metà dell’Ottocento, simbolo d’innovazione ed eccellenza europeaIl cuore invece è simbolo universale di amore e rappresenta la passione evocata dalla grandiosità di internet. E’ interessante notare come, nel corso della storia, nessun altro media ha creato così tanti seguaci entusiasti e coinvolti come il Web. 

Tra 1500 progetti digitali provenienti da 30 Paesi europei in gara per i “Lovie Award” dell’International Academy of Digital Arts & Sciences (IADAS), il sito web del MAXXI è finito in shortlist nella sezione Arte con grandi concorrenti: Google Street Art, lo Studio Olafur Eliasson e Othoniel, conquistandosi il Premio del pubblico e il Terzo posto nella sezione Website.

Per saperne di più riguardo la strategia online del MAXXI ho fatto qualche domanda a Prisca Cupellini, la digital Manager del museo romano. Sono certa che troverete tanti input interessanti! 

Ancor prima della nascita del Museo fisico, esattamente 3 anni prima, per il lancio del museo MAXXI, fu creato un sito web che oggi è arrivato a vincere questo importante premio, qual è il punto di forza di questo vostro strumento? Ci descriveresti brevemente la strategia che avete messo in campo?

Vero, nel 2007 abbiamo realizzato il primo sito web del MAXXI che ha accompagnato la costruzione dell’edificio firmato Zaha Hadid ma anche il programma delle attività culturali che lo staff del futuro museo stava già mettendo in campo. Il sito è stato poi completamente rinnovato nel 2010, in occasione dell’apertura al pubblico del MAXXI, e di nuovo nell’aprile di quest’anno. Di volta in volta abbiamo dato risposta a nuovi obiettivi ed esigenze. Il sito attuale non solo è in linea con i più recenti principi di web design e asseconda le evoluzioni delle abitudini di navigazione (penso innanzitutto al mobile) ma la grande sfida è stata rendere facilmente accessibile una grande quantità di informazioni. Per farti un esempio, questi alcuni dei numeri con cui ci siamo confrontati solo nel 2014: 37 mostre, 370 eventi, 402 attività educative, +1.350 volumi in biblioteca, 28 opere acquisite.

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Il Museo MAXXI è tra le istituzioni culturali in Italia che ha puntato subito sulla rete per raggiungere e comunicare con un pubblico che fosse il più vasto possibile, avete riscontrato un importante incremento delle visite offline/in loco grazie alle attività online? Se sì, ci puoi dare qualche numero? 

Non è semplice avere riscontri numerici esatti visto che gli strumenti e i mezzi di comunicazione utilizzati sono molteplici ma di certo la comunicazione digitale ha grande peso nella diffusione e promozione di tutte le nostre iniziative. Ci sono esempi di call to action proposte esclusivamente attraverso i nostri canali online  che hanno riscontrato grande successo: penso ad esempio all’azione performativa di Marzia Migliora “Capienza massima meno uno” per la quale siamo riusciti in pochi giorni a “reclutare” via web mille persone che l’hanno poi resa possibile venendo fisicamente al museo e interagendo con l’artista. Oppure a #yourXXI su Instagram, che ha visto il logo del MAXXI ricreato da centinaia di utenti e che ha trovato conclusione in un evento qui al Museo cui hanno preso parte circa 800 persone in poche ore.

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Puoi raccontare ai followers di Social Web Art cos’ è Digital Think-in e per qualche motivo non possono assolutamente perderlo?

DIGITAL THINK–IN. La voce digitale dei musei è la prima edizione di un appuntamento annuale dedicato all’innovazione digitale e tecnologica in ambito museale. Il programma è molto ricco e vede coinvolti anche speaker internazionali provenienti da istituzioni come il Victoria & Albert Museum, The Science Museum di Londra, il Museu Nacional d’Art de Catalunya, realtà innovative come il Google Cultural Institute, Museum Hack di New York e ArtStack di Londra, e ancora giornalisti, esperti e professionisti del settore, per riflettere su come il digitale può ancora trasformare il lavoro nel settore culturale.

Credo davvero sarà una grande occasione per professionisti come noi di incontrarsi e confrontarsi e, mi auguro, di costruire una rete prolifica di idee, attività originali e condivise.

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