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La parabola dei ciechi di Pieter Bruegel il Vecchio

Pieter Bruegel il Vecchio quando nel 1568 dipingeva questo quadro, pensava alla situazione dell’Italia di oggi? E’ vero che i grandi artisti sono sempre lungimiranti, questo quadro n’è la conferma.

“Si domanda Salvatore Settis: «A che cosa serve la Storia dell’arte? È semplice: come tutte le scienze (e in particolare quelle storiche) serve per capire. Serve per capire un mondo come il nostro inondato da immagini senza subirle passivamente, sapendone smontare e ricostruire i meccanismi di persuasione. Perché se rinunciamo a capire, faremo come i ciechi della parabola illustrata da Brueghel nel quadro conservato a Capodimonte: quando un cieco guida l’altro, tutti cadono nella fossa” (di Tina Lepri, da Il Giornale dell’Arte numero 338, gennaio 2014)

Sarà questo il nostro destino? No, perchè il destino lo decidiamo noi e a noi tocca rimboccarci le maniche per costruirci il presente e il futuro che meritiamo!

«Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli» (Vittorio Alfieri dalla Lettera responsiva a Ranieri de’ Calsabigi, 1783)

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