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La prima volta del Vaticano alla 55esima Biennale di Venezia.

Si riapre il dialogo con l’arte contemporanea. Alla 55esima kermesse veneziana la Santa Sede avrà un suo padiglione. Studio Azzurro, Josef Koudelka e Lawrence Carroll interpreteranno la “Genesi”.

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“La presenza per la prima volta della Santa Sede tra i padiglioni della Biennale di Venezia è un evento di grande importanza, e come tale è salutato dal mondo dell’arte e della cultura” – è così che ha esordito durante la conferenza stampa il Prof. Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia, che ha annunciato la partecipazione della Santa Sede alla kermess veneziana di Arte Contemporanea che si svolgerà dal 1° giugno al 24 novembre 2013. ( http://www.news.va/en/news/126303 )

Di fatto, per la prima volta tra i padiglioni della Biennale, dove negli scorsi anni si sono fatte notare anche opere blasfeme, ce ne sarà uno che cercherà di mostrare a l’uomo contemporaneo la strada della Speranza Vera, non con pale d’altare e oggetti di arte liturgica, ma attraverso le opere di Studio Azzurro, Josef Koudelka e Lawrence Carroll. Tre artisti laici selezionati in un gruppo ristretto di nomi di fama internazionale dalla commissione scientifica guidata dal direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci.

michelangeloPer questa prima partecipazione è stato scelto un tema fondamentale per la cultura e la tradizione della Chiesa, nonché fonte ispiratrice di moltissime opere che hanno segnato la storia dell’arte: il racconto presente nel primo libro della Bibbia, la Genesi. I primi undici capitoli di questo testo sono stati l’incipit per la feconda e articolata fase di riflessione. Da qui si è proceduto all’identificazione di tre nuclei tematici, affidati agli artisti per la costruzione di percorsi differenziati ma tra loro comunicanti: la Creazione, la De-Creazione e la Nuova UmanitàRi-Creazione.

La Creazione è stata affidata a Studio Azzurro. Attraverso un utilizzo meditato dei nuovi media, lo storico gruppo milanese ha risolto la sfida con un’installazione interattiva che vede l’uomo in posizione centrale e stimola l’osservatore a un movimento fisico-sensoriale e mentale, nello spazio circostante e nella memoria collettiva e individuale.

Per la De-Creazione è stato scelto il fotografo ceco Josef Koudelka: la potenza delle sue fotografie panoramiche in bianco e nero racconta la contrapposizione dell’uomo al mondo e alle sue leggi, morali e naturali, e la distruzione materiale derivante dalla perdita di senso etico.

La speranza insita nella Ri-Creazione trova espressione nella specificità dell’arte di Lawrence Carroll. La sua capacità di ridare vita ai materiali di recupero, trasfigurandoli attraverso processi di ripensamento e rigenerazione, apre contro ogni previsione nuove possibilità di coesistenza tra dimensioni all’apparenza estranee come fragilità e monumentalità.

Tuttavia nessuno dei tre interventi presentati può essere percepito appieno senza tener conto della somma dei tre momenti di questo percorso attraverso la Genesi, come se ognuno fosse in qualche misura capace di contenere e comprendere gli altri.

Per il Cardinal Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, quello di Venezia è solo un primo passo: per il futuro, tutto dipenderà da cosa deciderà papa Francesco, ma il cardinale ha anticipato come “probabile” una presenza vaticana all’Expo 2015. “Non attendetevi un albero grandioso, ma un germoglio – ha aggiunto a proposito del padiglione lagunare –: questo vuol essere soltanto un punto di partenza. Vogliamo creare un’atmosfera di incontro tra arte e fede. Diciamo che si tratta di un rodaggio, di un inizio di percorso”.


contemporaneaL’arte contemporanea è al centro degli interessi del Pontificio Consiglio della Cultura perché costituisce una delle espressioni più significative della cultura di questi decenni. Il progetto rappresenta, dunque, non solo una straordinaria novità, ma risponde a uno degli scopi del Dicastero, ovvero instaurare e incentivare le occasioni di dialogo con un contesto sempre più ampio e diversificato.

Criteri di sobrietà ed economicità hanno guidato la progettazione e l’allestimento del Padiglione, i cui costi sono totalmente sostenuti dagli Sponsors.

E’ bello vedere come la Chiesa sta andando sempre più verso l’uomo contemporaneo. Un sacerdote mio conterraneo, Don Tonino Bello, diceva sempre: “Che alla Chiesa non manchi il mondo !”. Sono certa che oggi gioirebbe a vedere la sua Chiesa che va nei luoghi, in passato per Lei obsoleti, per incontrare l’uomo ovunque esso si trovi.

2 Commenti su La prima volta del Vaticano alla 55esima Biennale di Venezia.

  1. condivido l’apertura ma con dovuta cautela,mi spiego:fin quando tale arte trova una sua sede al di fuori degli edifici sacri mi sta bene,non sono dello stesso avviso qualora essa debba trovare la sua collocazione all’interno delle nostre chiese, perchè, onestamente di pregare davanti a determinate opere proprio non ti viene e vi posso garantire che questo sentimento è più comune di quanto si possa pensare sia tra i laici che tra i religiosi/se.i dimentica troppo spesso che i soggetti rappresentati sono la Trinità, la Madre di Dio, ecc., ne segue che ci vuole un santo timore anche nell’arte o meglio in questo tipo di arte.Io ho una formazione artistica per cui amo tutta l’arte ma proprio per questo il senso critico è ancora più accentuato come anche la consapevolezza che per ogni ambito ci deve essere l’arte giusta

    • Grazie del tuo contributo! 🙂 Condivido il tuo punto di vista! 🙂 Sono certa comunque che chi di competenza saprà discernere bene quali opere esporre e dove collocarle! 🙂 A noi esperti d’arte spetta dare il nostro contributo all’interno della Chiesa! 🙂 Diamoci da fare!:D Ti auguro un buon lavoro! 😀

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