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A Barcellona arriva il Cortile dei Gentili.

"...senza la bellezza non si può vivere. Il mondo ha bisogno della bellezza." 
Cardinal Lluis Martinez Sistach 

barcellona  sagrada famigliaIl Cortile dei Gentili, la struttura permanente voluta da Papa Benedetto XVI  per il dialogo con i “non-credenti”, arriva in Spagna, a Barcellona, dove il 17 e 18 maggio affronterà il tema : “ARTE, BELLEZZA E TRASCENDENZA”.

Un evento, promosso dal Pontificio Consiglio della Cultura, presieduto dal cardinale Gianfranco Ravasi, e dall’arcivescovo di Barcellona, cardinal Lluis Martinez Sistach. L’iniziativa si articolerà in dibattiti di alto profilo culturale tra alcuni degli intellettuali e degli artisti catalani più prestigiosi,  e in eventi artistici di grande suggestione.

Di alto valore simbolico i luoghi che ospiteranno l’evento. Si inizierà il 17 maggio alle 19.30, al Museo Nazionale d’Arte della Catalogna, con la Prolusione del cardinal Ravasi e l’intervento di Ferran Mascarell, Consigliere per la cultura.

Il_rosone_centrale_della_Sagrada_Familia_di_Barcellona_(Spagna)“Abbiamo scelto questo argomento -ci ha detto il cardinal Ravasi- innanzitutto in omaggio alla grande tradizione culturale, artistica e religiosa della Catalogna. Terra di artisti come Mirò, che cercava l’invisibile nel visibile, come Dalì, ma anche come Antonio Gaudì, lo straordinario autore della”preghiera in pietra” che è la Sagrada Familia.

Il 18 maggio il Cortile si trasferirà, al mattino, all’Università di Barcellona e, nel pomeriggio, all’Istituto superiore di studi catalani, ad ospitare tre tavole rotonde, rispettivamente  dedicate al tema: “L’arte, anima della cultura, cammino di trascendenza”, “Trovare la bellezza, salvare il mondo”, “Creare e ricreare: i sensi spirituali”. “L’arte -ci ha detto ancora il cardinal Ravasi- ha una sua efficacia assolutamente unica, perché essa non soltanto conquista ma anche ferisce, non soltanto ti convince in maniera folgorante con la sua bellezza, ma anche lascia un’inquietudine profonda che è quella della ricerca. L’arte è dunque sempre protesa verso un “oltre” e un “altro”, ed apre ad una domanda di spiritualità, di metafisica, e al desiderio di andare al di là di tutto ciò che è immediato”.

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